Intervista a Ketty Ceretti, quando il creepy diventa un’opera d’arte.

Bambini vampiro. Uhm.
No, non è assolutamente l’inizio di una recensione riguardante Stephanie Meyer.Ketty Ceretty immagine 2
Nè tantomeno Dakota Fanning, visto che per la quantità di soldi che percepisce da Hollywood potrebbe essere tranquillamente accostata ad un vampiro.
Parliamo di una piccola bottega di creazione delle cosidette “dolls” di ogni genere.
Andiamo a conoscerne una.

Bene. Ketty. Sei davanti a 1000 persone interessate a capire il tuo lavoro. E’ forse la domanda più scontata del mondo, ma dimmi: tu, tecnicamente, cosa fai?
Sono una creativa e spazio in diversi campi. Creo accessori, bigiotteria e abiti. Di recente mi sono orientata verso le art dolls, diventando a tutti gli effetti dollmaker. Realizzo bambole particolari, reborn fantasy/horror. Sono molto richieste tra gli amanti del genere e i collezionisti, ma sempre più spesso vengono anche utilizzate per set fotografici e video.

Perchè è definito un tipo di lavoro artistico “controverso”?
Per il semplice fatto che hanno fattezze di neonati, molti trovano inconcepibile che l’innocenza dell’infanzia venga in qualche modo oltraggiata da queste rappresentazioni grottesche.

Quando entro nel vostro sito, la prima cosa che appare è “per qualsiasi informazione chiedere a noi“. Nè una storia nè un’introduzione. Chi sono le persone dietro The Little Psycho Lilith Shop?
Lo ammetto, dovrei rivedere la presentazione del sito… Nel 2008 quando è nato il progetto Little Psycho Lilith, eravamo in due, io e la mia amica Claudia Deserti.
Lei si occupava del lato sartoriale e realizzava qualche accessorio/bigiotteria.Ketty Ceretty Immagine 1
Io invece ero quella “bizzarra” che se ne usciva spesso con creazioni alquanto discutibili… La nostra amicizia è rimasta, ma sul lavoro le nostre strade si sono divise. Lei ha aperto il suo atelier di sartoria, io ho continuato con Little Psycho Lilith, portando avanti le mie
idee eprimendo al massimo la mia creatività senza pormi limiti, nemmeno davanti alle critiche più pesanti.

Chi sono i vostri “haters” più comuni?
Persone adulte di entrambe i sessi. Le considerano grottesche, si dicono turbati e disgustati da ciò che vedono.
Spesso paragonano le bambole con gli occhi chiusi e quindi dormienti, a “bambini morti”. Quello che mi fa sorridere invece, è che al contario i bambini che le vedono non ne sono mai turbati, sono molto incuriositi e non vedono bambini morti ma semplicemente che dormono.

C’è qualche tipo di ideologia dietro tutto il tuo lavoro? O si tratta semplicemente di fascino?
Volevo reinterpretare queste creature. Non sono neonati trasformati in mostri, ma mostri appena nati.

Cosa consiglieresti a chi non riesce a capire il tuo lavoro, o magari lo critica a prescindere?
Ciò che creo non deve per forza piacere a tutti. Accetto sempre di buon grado le critiche, purchè espresse in modo educato. Purtroppo ho spesso a che fare con gente che l’educazione non sa proprio cosa sia. Direi che questo è l’unico consiglio che posso dare: Che il lavoro vi piaccia o meno, per cortesia siate educati nel dire la vostra. Fate più bella figura.

C’è qualche autore a cui ti ispiri particolarmente? Che so, Ray Caesar o simili?immagine ketty 3
Non posso dire di ispirarmi a qualche artista in particolare, semmai traggo ispirazione da tante diverse forme creative e d’arte.
Ma principalmente è il mondo dell’infanzia, i bambini… Nonchè la mia passione per l’horror e le bambole a darmi la spinta per creare.

Hai appuntamenti da volerci segnalare, nel caso volessimo venire a trovare te o qualche tua collega ad uno stand?
Sarò presente a Milano il 1° giugno all’IDC (Italian Doll Convention) assieme a Horror Party (bravissima dollmaker italiana). Ancora da confermare la mia partecipazioe ad altri importanti eventi tra cui: Bambole a Roma, Rimini Fashion Dolls e Piceno Fashion Dolls.

Ti ringrazio per la disponibilità.
Grazie a te.

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