Intervista a Luca Scarfidi, la passione al servizio della musica.

Tra le piccole gioie di questo tempo infame, come già detto nell’intervista di Marco Catani, la musica, la ‘neopoesia’, è la base della nostra cultura.

La contemporaneità però ha condannato spesso il talento a rimanere rinchiuso nell’indipendenza, nell’autonomia, nel mancato investimento attivo in quello che potrebbe essere un ipotetico capolavoro (nun s’allargamo, ma magari è così). Oggi, con me, c’è Luca Scarfidi, chitarrista del gruppo finalista di Emergenza Festival, gli ODD. Lui, come molti musicisti giovani, sogna, e in protezione dei suoi sogni, costruisce dei veri e propri voli pindarici attraverso la musica del suo straordinario gruppo. Ma passiamo a noi.

 

Ciao Luca. Finalmente, dopo settimane, riesco ad intervistarti. Prima come musicista e poi come componente di un gruppo, rispondimi a questo: non voglio sapere né cosa sia la musica, né le influenze, né a chi ti ispiri, ma voglio sapere cos’è la tua musica, per te.

Voglio appellarmi alle parole di Anthony Hopkins nel film ‘Vi presento Joe Black’, non ha a che fare con la musica il film in sé, ma la definizione che lui da’ all’amore si accosta perfettamente alla tua domanda “L’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi..” ecco. Sposta questo concetto sulla musica e potrai avere una vaga idea di cosa per me rappresenti la musica. ImmagineE’ più di una passione, è davvero un’ossessione. mi accompagna in tutti i miei giorni, indipendentemente dal mio stato d’animo, ed è parte integrante dei miei ricordi più belli. La musica è me stesso.

Seguendo un tragitto ben definito, immagino sia impossibile arrivare dove tutti i musicisti vogliono arrivare. Pensi che oggi, nel panorama musicale, ci si debba adattare? Conosci qualcuno che senza adattarsi, è riuscito a fare ciò che voleva realmente fare?

In qualsiasi contesto ‘e la musica non si sottrae’ il compromesso è ovviamente la via più semplice per ottenere un risultato. Questo non significa che sia facile, anzi, pur sfruttando compromessi entrare nel mondo della musica e altresì difficile e complicato, per il semplice fatto che ci sono milioni di persone al mondo che tentano la stessa sorte. Di conseguenza non è azzardato dire che è quasi più facile entrare nella musica non sfruttando i compromessi, ma tentando di proporre una novità assoluta in modo che fra quelle milioni di persone, l’idea buona ce l’hai te. Questo e’ un discorso favolistico comunque, che non si adatta al reale mondo musicale, men che meno quello italiano dove gli artisti non hanno libertà di espressione ma sono costruiti da autori che ostacolano la musica indipendente e le novità in generale.

Un frastuono insopportabile ha ricoperto con una melma abbastanza fastidiosa l’idea di musica negli ultimi anni: i talent show. Voglio sapere la tua su questo “progetto artistico a lungo termine” della televisione.

E’ un discorso che si unisce bene a quanto ho risposto alla domanda precedente. Il problema dei talent show non sono affatto gli artisti e i giovani che vanno lì, anzi, a volte si scoprono delle voci allucinanti. Il problema è come questi talenti vengono sfruttati, voci sprecate per canzoni pop italiane che vendono per un anno e poi finiscono nel dimenticatoio. Questi ragazzi hanno talento ma sono anche carne da macello, un semplice mezzo di arricchimento personale di etichette e autori. La musica va ben altro vendere qualche cd e cantare di fronte a quattordicenni in calore.

Ora, da ODD, finalmente, puoi ritenerti soddisfatto del percorso che state facendo? Il quarto posto ad Emergenza vale tanto regionalmente e nazionalmente..

Sono strafelice del percorso che gli ODD stanno facendo. Il motivo e’ semplice, al di là delle canzoni in sé, per quanto belle, è l’idea che c’è dietro al gruppo che adoro, è il fatto che tutti e sette ci vediamo il sabato in sala e sappiamo che non ci accontenteremo della canzone sentita e risentita perché suona bene, ma tenteremo di tirare fuori le cose più originali possibili. Nel nostro piccolo stiamo facendo la cosa più importante, cioè tentiamo di cambiare la musica. ImmagineTentiamo di introdurre qualcosa di mai sentito prima, e fin’ora, modestia a parte, ci stiamo riuscendo. Il quarto posto di emergenza ci va bene, ma non troppo. Nel senso, essendo un contest piuttosto commerciale non ci aspettavamo chissà quale riconoscimento, ma alcune dinamiche non ci hanno convinto fino in fondo. La soddisfazione più grande è stata l’assenza di critiche di una giuria che e’ rimasta in trip per mezz’ora, è quello a cui puntiamo. Mandare in estasi i fan ad ogni serata.

Ultima domanda e poi una richiesta: si dice spesso che “nulla si inventa e tutto si ricicla” da più di mille anni: arriverà quel momento anche per la musica, o è già arrivato?

Non e’ arrivato e non arriverà mai. E’ un semplice fatto matematico, le variabili in gioco sono tantissime: dal numero di note, ai tempi musicali, agli strumenti, agli arrangiamenti, alla durata delle canzoni. Queste variabili fanno sì che, potenzialmente, le canzoni producibili siano, nei fatti, infinite. Serve solo il genio musicale di turno che tira fuori qualcosa di mai sentito e che possibilmente trascenda i soliti quattro accordi. Se si considera anche lo sviluppo tecnologico si comprende quanto la musica sia in un interminabile mutamento che cesserà solo con la morte dell’uomo.. insomma quando i Pink Floyd componevano “Time” certo non immaginavano che 40 anni dopo gli Infected Mushrooms potessero produrre musica elettronica a quei livelli, insomma dai, non esisteva nemmeno il pc.. chissà cosa arriverà fra quarant’anni!

Come ultima domanda/richiesta, puoi ringraziare liberamente chiunque tu reputi fabbro della tua formazione musicale.

Dovrei ringraziare me stesso probabilmente, dovrei ringraziare la mia voglia insaziabile di ascoltare qualcosa di nuovo, di non fermarmi al già sentito, dovrei ringraziare la mia curiosità in questo campo. Perciò grazie a me e ai fan degli ODD.

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