Pallavolo: 10 stadi che un palleggiatore deve attraversare.

Oggi parlo al pubblico di nicchia che fa parte del fantastico mondo della pallavolo.
Nonostante io sia completamente con Velasco per quanto riguarda la teoria degli alibi (“Voglio attaccanti che attaccano bene, palloni alzati male, così quelli alzati bene li attaccano benissimo”), ho stilato 10 stadi che ogni palleggiatore deve attraversare durante la sua crescita/carriera/sopravvivenza.lupi_pallavolo_falaschi_marco
Spero possa esservi utile.

Stadio 1. SOPRAVVIVERE.
Entri in campo, impari i movimenti, le posizioni, con quale piede devi fare i movimenti giusti, alzare la palla il più possibile nel modo più comodo, evitare di dimenticarti che il secondo tocco è sempre il tuo, qualsiasi cosa accada.

Stadio 2. IMPARARE A PALLEGGIARE.
Questo stadio implica ovviamente le piccole regole su come evitare la ‘doppia’, ovvero l’entrata o uscita errata del pallone dalle mani ed annesso fallo, e riuscire a girarsi bene nella posizione corretta per alzare un pallone in bagher. Inoltre, cominciare a correre, perchè prima arrivi sotto al pallone, più sei preciso.

Stadio 3. IMPARARE AD ALZARE TUTTI I TIPI DI PALLONI.
Il tuo primo martello vuole una palla tesa che neanche Marshall riuscirebbe ad attaccare? imparala.
Il tuo secondo martello vuole una palla che tocca Marte e ritorna giù? Imparala.
Il tuo centrale vuole la palla dalla parte avversaria del campo? Imparala.
Il tuo opposto vuole solo palle impossibili? Impara ad alzare male.

Stadio 4. RICORDARSI GLI SCHEMI.
Della serie, se chiami un incrocio, una tre, una quick, una su e giù, una sette o una fast.. ricordati di averle chiamate. Se non vuoi vedere scontri tra i tuoi attaccanti.

Stadio 5. GUARDARE IL MURO.
Guardare bene e osservare la squadra avversaria: se il palleggiatore avversario è alto 1.30 e salta due fogli di carta, alza all’attaccante 100 palloni su 100. Se il centrale avversario è un orco di 200 Kg, spara veloce la palla alle bande.

Stadio 6. NASCONDERE IL PALLEGGIO.
Cambia idea all’ultimo secondo.
Non c’è cosa più appagante che vedere e sentire il muro avversario urlare “no, merda..” quando riesci a fregarli.

Stadio 7. ACCETTARE IL FATTO CHE TUTTO QUESTO È SOLO LA BASE.
Il settimo stadio è la consapevolezza che questi step non sono altro che la base per definirsi palleggiatori. Ora viene il difficile.

Paweł_Zagumny_2006-2007_3Stadio 8. DOPO AVERLO ACCETTATO, CREARE. IMMAGINARE. DIPINGERE. COSTRUIRE.
Lascia andare la tua intuizione, libera le mani dagli schemi utilizzandoli contemporaneamente sia fuori posizione che nella palla più scontata. Per poter essere unici nel proprio genere, nella propria idealità dell’essere palleggiatore.

Stadio 9. QUALSIASI COSA ACCADA, SARA’ SEMPRE COLPA TUA.
Hai appena alzato una palla perfetta e l’attaccante la spreca? È colpa tua.
Chiami uno schema e il tuo attaccante non lo vede? È colpa tua.
Il tuo attaccante prende un chiodo sapendo di poter comunque fare un pallonetto e fregare tutti? È colpa tua.
Non c’è soluzione. Sei il cervello e l’estensione di tutti nella squadra.

Stadio 10. RESPONSABILITA’.
Sei tu la testa, il corpo, l’idea, il concetto, il sangue della squadra.
Una volta capito questo, sai anche che non devi mai perdere il controllo.
Se lo perdi tu, è finita.
Quindi respira, guarda il tuo ricettore, fagli capire che ti fidi di lui.
E raccogli il premio più grande: l’urlo dei tuoi attaccanti dopo aver fatto punto.

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