Come al solito, internet non ha capito. (805 Million Names, Zlatan Ibrahimovic)

“Guarda che coatto.. ha esultato, s’è fermato e ha mostrato i tatuaggi come un idiota. Giusto Ibrahimovic oh..”

Come al solito, Internet si dimostra un’arma sterile.
Traduco il messaggio ufficiale del video, tratto da YouTube ed intitolato 805 Million Names – Zlatan Ibrahimovic.qtbwb

“Il 14 Febbraio 2015 il PSG ha giocato contro il Caen al Parco Dei Principi. Per molti giocatori era solo un altro giorno di lavoro. Per Zlatan Ibrahimovic si trattava però della sua partita più importante.
Sotto la sua maglia ha 50 nuovi tatuaggi, 50 nomi. Nomi di persone che non ha mai conosciuto, ma che sente molto vicine. Nomi di alcune delle 805 milioni di persone che soffrono la fame oggi.”

Il messaggio continua puntualizzando conseguentemente l’organizzatore di questo messaggio sociale, ovvero The United Nations World Food Programme, dove invita gli utenti a proporsi come donatori per questa causa.
Questo articolo non solo vuole sottolineare l’importanza del problema in se, ma mette in risalto una cosa molto importante: nonostante io non metta in dubbio il cachet utilizzato per far fare una cosa simile ad Ibrahimovic, sono stato toccato nel profondo. Perchè non si tratta di una semplice trovata pubblicitaria pro-Onlus o simili, ma si tratta di un vero e proprio messaggio che è riuscito a penetrare dentro chiunque l’abbia visto.
Lo ha fatto forse la persona più adatta a questo mondo, un ragazzo, un apolide, naturalizzato svedese ma di origine est-europea, un pover o. etetUn povero, letteralmente, che ha indubbiamente costruito il suo patrimonio giocando a pallone, ma non ha mai dimenticato da dove viene.
Nel video recita “Ovunque io vada, la gente mi riconosce, tifa per me. Ma c’è gente per cui nessuno tifa. Carmen, Rahma, Antoine, Lida, Chheuy, Mariko. Se potessi, vorrei scriverli su tutto il mio corpo. Ma ci sono 805 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo oggi. Tra loro, tanti, troppi, sono bambini.”

La prossima volta che pensate che sia solo un coatto pieno di se, guardatevi allo specchio.
E chiedetevi con quali soldi vi comprate le sigarette.

Io ho appena donato.
Voi?

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