“Mamma mi compri questo libro?” – “O questo o i soldi della ricarica al cellulare” – Roma, 13/07/2015

Roma, Feltrinelli.
Una bambina entra in libreria e scorge un volume pieni di immagini e scritte. È molto carino, pensa. Lo porta alla mamma. La mamma sta passando le mani tra i libri di Benedetta Parodi e Alfonso Signorini. Si gira, infastidita, e le chiede cosa vuole.
Mamma mi compri questo?Biblioteca_bambini
Va bene, ma poi niente ricarica per il cellulare!
La bambina ha 9 anni.

Credo di aver attirato la vostra attenzione. Giusto?
O se siete capitati qui per caso, va bene lo stesso. Tanto, in fin dei conti, vi sto comunque parlando, e siete stati incuriositi dal titolo e dal messaggio che potrebbe passare molto probabilmente per una notizia trash alla Lercio o al Corsaro.
Purtroppo però si tratta di un evento realmente accaduto.
Stavo riflettendo sul fenomeno mediatico della lettura in questo momento, e mi veniva da ridere per lo stesso motivo per cui ci sarebbe da piangere lacrime di amarezza senza sosta.
Volete sapere qual è?

Alda Merini muore. È il primo Novembre del 2009, e dopo aver fatto capolino da Chiambretti ed aver sovrastato chiunque su quel palchetto, l’ultima poetessa contemporanea degna del suo nome, se ne va in silenzio a 78 anni.
Il giorno dopo, su ogni social network e su ogni programma televisivo, si ricorda Alda Merini e la sua grande passione artistica. Questo giochino dura tre-quattro giorni, fino al prossimo morto di scena (legge mediatica, ndr).

Da bravo bimbo quale sono, mi reco nella libreria più vicina e chiedo:
Come sono andate le vendite della Merini ultimamente
Coerenti” mi rispondono.
In che senso?
Niente prima e niente dopo la sua morte

Con questo piccolo articolo volevo semplicemente sottolinearvi una cosa: non sono per la condanna del sociale multimediatico, è purtroppo (o per fortuna) necessario, oggi.
Ma quando vostro figlio tornerà a casa, in quinta elementare, e vi dirà che è stato strigliato dalla maestra perchè non sapeva cosa fosse un verbo, non prendetevela con i professori.
Prendetevela con le ricariche che fate ai vostri pargoli a 7 anni con un tablet e due cellulari.

I bambini hanno voglia di sapere, non ditegli di andare a cercare su google il senso e la bellezza del sapere.

Passo e chiudo.
…siamo tutti poeti, tutti artisti, tutti musicisti quando ci fa comodo?

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