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Perchè i “100 giorni” e perchè lo consiglio a tutti.

Segue post deciso e paradossalmente sincero.

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Era iniziato tutto così. Con un post che lei avrebbe dovuto sentire anche nelle ossa, in qualche modo.

“Ma che cos’è il conto alla rovescia che stai facendo?” “Ma che te stai a conta’ Lett?”

La realtà è che all’inizio non lo sapevo nemmeno io. Mi sono guardato allo specchio – letteralmente, non in senso metaforico – e ho detto “Ma perchè? Ma chi me lo fa fare?
Allora mi sono posto un obiettivo. Non sapevo minimamente dove volevo arrivare, ma dovevo iniziare a camminare in una direzione e, soprattutto, da solo.
E al primo passo ho sentito qualcosa che precedentemente, nei 26 anni trascorsi fino a quel momento, non avevo mai sentito: aria nuova, fresca, che sapeva di novità.
La parola d’ordine? Io.
So che sembra una retorica paraculistica o un mantra alla Osho che ti ripeti per giustificare i tuoi errori, ma chi mi conosce sa una cosa: non sono mai stato veramente da solo. Mai.
Sia per la paura di stare solo, sia per la paura della morte, sia per le mie insicurezze.
Avevo toccato un fondo troppo profondo. Avevo tradito, preso per il culo, usato e soggiogato chiunque, negli ultimi due anni.
Se stai leggendo questo post, sai di chi parlo, e anche se non servirà poi a molto, ti chiedo scusa.
Ma bando alle ciance.. quello che succede dentro ognuno di noi è meraviglioso ed osceno, bellissimo ma pericoloso. E quella parola d’ordine, ogni giorno, scrivendo quel cazzo di post, rimaneva stampata in fronte per evitare di perdere il mio obiettivo.
Tante volte ho tentennato – siamo agli albori dei 90esimo giorno, non è ancora finito – e altre ho ceduto, ma rimanendo sempre in piedi.
Ora sono di nuovo integro, solido come una lastra di adamantio. E la cosa più bella – e orrenda, allo stesso tempo – è che purtroppo quello che vedete e pensate è altro – per quanto mi interessi, ndr.

Voi avete visto egoismo. Avete visto assenza di legami e avete visto un Casanova arrogante girare per Roma divertendosi.
La realtà è che quello che sto facendo io è più profondo della vostra stupida voglia di scopare che vi portate dietro.
E detto fra noi.. la vostra critica è portata avanti da una sola ragione: voi non potete farlo.

Ma finendo il discorso.. tra Lega Italiana dei #quartynoparty, scudetti CSAIN, pantaloncini, regali, polaroid, baci rubati, sesso passionale, musica, viaggi interminabili e premi, sto assaporando una vita che non avevo mai vissuto a pieno.
Mi sto riprendendo quello che è mio.

E senza di te.

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Per concludere, non ho intenzione di chiudere questi 100 giorni, ma di prolungarli, probabilmente. E soprattutto li consiglio ad ognuno di voi. Tutti. Anche chi gioca con il fairplay perchè ha paura di un setto nasale rovesciato, o di corna già messe molteplici volte a poveri diavoli passati di lì (ndr).
Ho promesso una sorpresa al 100esimo giorno, e la porterò.
Non vi aspettate video su YouTube nudi o flashmob.

Nel gergo si dice “fatti i cazzi tuoi, campi 100 anni.” O 100 giorni.

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Dov’è la rivoluzione?

“E non mi frega un cazzo delle tue paure
ho già le mie che urlano più forte”

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Una volta mia madre mi raccontava di una razza in via di estinzione, capace di lottare ogni giorno prima contro loro stessi e poi contro le intemperie: i romantici. Titanici, folli e probabilmente inutili, calcavano la mano quando ci si trovava ad avere a che fare con lo splendore dell’affettività, dell’emozione e della testimonianza fisica dell’appartenenza a qualcosa di enormemente più grande – non avvicinandoci minimamente alla teologia -.
Lo devo ammettere: ho un debole per le cose straordinarie, e se la mia vita non lo è, preferisco passare le ore a guardare ed ammirare – o raccontare le gesta – di qualcuno che lo è.
Ma sono giorni, mesi, o anni, probabilmente, che continuo a chiedermi: ma la rivoluzione dov’è?
Dov’è il cambiamento dell’uomo comune? Dov’è lo scatto di anzianità emozionale che porta a fidarci l’uno dell’altro?
Quello che mi raccontava mia madre aveva a che fare più con la lealtà, e probabilmente parlo – in maniera del tutto silenziosa – anche di questo.
Ma dov’è che, tecnicamente ci siamo rivoluzionati?
È amore il nascondere la realtà agli altri? È rivoluzione dare peso ad un like su Instagram ed53c37ec8fa6b7010f274365aa5e22bd non alle notti passate sotto le stelle in montagna?
È romantico vivere in due luoghi contemporaneamente, non curandosi dell’altro?

Cosa stiamo rivoluzionando, in realtà?

Il nostro modo di comunicare è sterile, regaliamo l’immagine della nostra esistenza come essere umano multietnico, polisportivo, onnisciente ed acculturato.
E poi?
Poi cosa resta?

Quindi vi chiedo, ancora una volta.. dov’è la rivoluzione? Cosa significa rivoluzione?
Significa regalare spazio a chi non ne merita, e perdersi nella povertà dello spirito?

Io non voglio essere la vostra rivoluzione.
Io voglio essere la mia.

“Cosa mi vorresti fare
più delle cose che mi hai fatto già
mi lasci il tempo di morire?
E la mia notte ricomincerà”

Un colloquio in Italia (Un racconto satirico) – Alberto Lettieri

Step 1.

“Pronto?”
“Sì pronto, salve, la chiamo da parte dell’azienda TalDeiTali, abbiamo ricevuto la sua proposta lavorativa, e vorrei testare la sua capacità linguistica”
“..oh, sì, ok, quando devo venire?”
“Forse non mi sono spiegata bene, probabilmente non prende bene il suo cellulare: vorrei testare la sua conoscenza dell’inglese ora”
“Ora?”
“..ok, prego”

Step 2.

“Un colloquio?”
“Non proprio, è più una selezione, sai, devo dimostrare che una volta che ho parlato con un’assistente di un azienda interinale in inglese, rispondendo correttamente alle domande che mi ha fatto, non abbia improvvisamente dimenticato satiric-illustrations-john-holcroft-10tutto”
“E come funziona?”
“Ma niente, dovrebbero essere i soliti test linguistici da scuola superiore”
“Vabeh dai, meglio di niente.. in bocca al lupo!”
“Crepi!”

Step 3.

Insomma hai superato il test d’inglese! Uao! Grandissimo!”
“Sì sono abbastanza eccitato..”
“E ora?”
“Ora cosa?”
“Quando inizi a lavora’?”
“Non ancora: ho un colloquio con l’agenzia CaioSempronio per una selezione ulteriore..”
“Un’altra?”
“Sì, sembra che sia più specifica, test logico-mnemonici.. se ne occupano loro perchè la TalDeiTali non può occuparsi di tutti i candidati”
“Mnemoche?”
“Sulla memoria visiva, insomma”
“Ah ok! Beh.. allora ancora in bocca al lupo!!
“..crepi, ancora!”

Step 4.

“Sì! E anche questo è andato!”
“Che succede tesoro?”
“Mamma, ho passato la terza prova per il posto di lavoro per cui mi ero candidato..”
“Evviva! Ti hanno detto quando inizi?”
“No.. non inizio”
“..ma l’hai superato”
“Sì ma devo passare un altro test dopo 4 settimane di corso, dicono che è obbligatorio.. e alla fine di questo corso ci sarà un esame di stato che mi garantisce di poter lavorare. Poi dopo, una volta passato, c’è un test fisico da superare, e poi..”

Step. 79.

Dopo appena 78 selezioni, il candidato verrà effettuata una selezione dal CERN di Ginevra su quanti candidati saranno capaci di creare una piccola supernova artificiale. Subito dopo la NASA si occuperà di altri test per il superamento della barriera di resistenza fisica del candidato.

Step 474.

“Mamma..”
“Amore mio, come stai?”
“Mi hanno preso..”
“Cosa?”
“Mi hanno preso a lavorare, ho passato l’ultimo test!”
“Oddio davvero?! Finalmente! Quando e dove?”
“Alla tabaccheria sotto casa, come aiuto-commesso. Non mi pagano ancora.. ma spero che un giorno lo faranno!